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Don Orione, parla Don Vittorio: “Non ci sono casi gravi”

La Redazione ha raggiunto telefonicamente il direttore, subentrato di recente, alla guida del Don Orione di Avezzano. "Sì, i casi in totale sono 70, è vero, ma non ci sono situazioni che destano particolare preoccupazione. Domani tornerà la Asl per effettuare altri tamponi".

Il numero, già da solo, fa spavento: 70. 70 casi Covid nella struttura RSA Don Orione di Avezzano. I risultati dei tamponi, eseguiti tre giorni fa a ospiti e personale sanitario, nonché volontari, sono arrivati questo tardo pomeriggio. E se poi abbiniamo il numero all’entità del virus moderno, la preoccupazione sale.

“Sì, è vero – ci dice Don Vittorio Quaranta, direttore della struttura che ospita circa 80 anziani – i casi sono 70, ma per fortuna non ci sono particolari pazienti che destano gravità: la maggior parte di loro è asintomatica e poi nel numero 70 dobbiamo comprendere anche qualche volontario della RSA e dipendenti. Io stesso sono positivo e sono in quarantena recluso nella mia stanza. Certo, il numero è alto, ma bisogna anche dire che di questi nuovi positivi, nessuno è ricoverato in ospedale. Domani tornerà la Asl per effettuare nuovi tamponi, anche perché questa cifra corrisponde a test eseguiti tre giorni fa. I tempi di attesa sono molto lunghi, io ne sono testimone”.

Intanto, il Don Orione, assieme da questa sera a tutte le altre strutture residenziali sanitarie dell’Abruzzo per via dell’ordinanza di Marsilio, è chiuso al pubblico. Tra stasera e le prime ore di domani, avverrà la sanificazione di un piano della struttura, di modo che gli ospiti negativi potranno essere trasferiti tutti in una stessa ala e mantenere isolati i positivi. “I contagiati hanno quasi tutti una febbre attorno ai 37.7, quindi non c’è una gravità da allarme rosso – dice – ora dobbiamo capire come gestire, anche in sinergia con l’Azienda Sanitaria Locale”. Qualche giorno fa, Don Vittorio è stato chiamato anche dal sindaco Di Pangrazio. “Il vescovo – aggiunge – mi chiama tutti i giorni per sapere come stanno i nostri “figli”, perché anche se non ho ancora 50 anni – conclude – io sono il padre di questi miei figli qui ospitati e vivo per loro”.

Padre Vittorio, inoltre, tutti i giorni sta scrivendo delle lettere ai familiari dei pazienti contagiati nella struttura avezzanese, per informare costantemente sull’evolversi della situazione e delle loro condizioni di salute.

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