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‘Corsa della botte’: a Civita D’Antino rivive il ricordo degli antichi mestieri

Osservare realistiche botti in legno attraversare, roteando, le stradine di Civita D’Antino è, per gli abitanti dell’incantevole borgo d’Abruzzo, un’abitudine ormai acclarata. Quello che, però, per i civitani era divenuto ormai un appuntamento imperdibile, quest’anno è stato posticipato da ottobre-novembre al 10 dicembre, in un insolito periodo pre natalizio. Si tratta della corsa delle botti, gara originale organizzata ogni anno dalla Pro Loco di Antinum, com’era, al tempo dei Marsi, chiamata la cittadina. La competizione, che affonda le sue radici storiche nel lontano medioevo, consiste nello spingere una botte, il classico recipiente del vino, per le strade del paese, evitando di urtare i bordi che delimitano il percorso e cercando di impiegare il minor tempo possibile per farlo.

15241224_10207898914857213_1762549885249365420_n«La corsa della botte, arrivata alla sua quarta edizione, è una gara in cui viene rivista, in chiave agonistica, l’antica abilità dei cantinieri di trasportare le botti facendole rotolare», spiega il Presidente delle Pro Loco, Tonino Di Cesare. «L’evento si colloca, infatti, nel più ampio programma della Pro Loco in merito all’organizzazione delle feste incentrate sulla riscoperta degli antichi mestieri. Iniziamo il nostro calendario festivo da maggio, con la festa dei pastori, e chiudiamo a novembre, mese del vino, appunto, con la corsa delle botti». Il successo di pubblico e l’entusiasmo dei partecipanti, che si rinnovano di anno in anno, spingono i membri della Pro Loco ad organizzare questo evento, continuando nel formato originario, tranne che per qualche piccola variante «ad esempio, lo scorso anno, abbiamo inserito una lotteria basata su un gioco molto divertente. Bisognava indovinare il numero dei tappi depositati all’interno di una botte e, come premio, si è ottenuto un pregiato trittico di liquori tipici abruzzesi», continua Tonino Di Cesare.

Come si svolge 12063648_708958192582241_6838353632963812259_nprecisamente la particolare corsa? «Innanzitutto – chiarisce il presidente della Pro Loco di Antinum – bisogna precisare che ci si può iscrivere a squadre composte da quattro persone ciascuna. Quest’anno abbiamo deciso di estendere la competizione, recapitando il nostro invito alle varie associazioni Pro Loco della zona, affinché formino una squadra per giocare con noi. I componenti di ciascuna squadra – prosegue ancora l’uomo – impersoneranno rispettivamente il Capobottarolo, I Mur Mur, La Cavola e J’Ost. Ognuno di essi rivestirà un ruolo specifico. Il Capobottarolo è il primo a scendere in campo per la sua squadra, conducendo la botte nel tratto iniziale previsto dal percorso stabilito, I Mur Mur fa rotolare la botte attraverso i vicoli successivi al punto in cui il primo partecipante gli passa la ‘staffetta’, La Cavola ha l’arduo compito di spingere il barilotto in salita e, infine, J’Ost condurrà la botte fino al punto di partenza».

Divertimento e spirito di competitività non mancheranno in una gara che, oltre a regalare un pomeriggio di spensieratezza agli abitanti del posto, rappresenterà anche un’occasione in più per ammirare gli scorci ricchi di storia incastonati nel borgo civitano. La corsa, infatti, si svolgerà nel cuore del centro storico di Civita D’Antino, dove ogni angolo ha il suo perché. «Non è semplice compiere il percorso trascinando la botte, a differenza di quanto potrebbe sembrare; – sottolinea Tonino – questa, infatti, 12144699_705267069618020_634373927749387020_ndovrà essere spinta da un solo concorrente per volta, il quale si alternerà con gli altri tre con un cambio ‘volante’, in una precisa zona del percorso. La regola fondamentale da rispettare è quella di non lasciare mai la botte con le mani, per evitare una grave penalità sul tempo riportato». Una corsa, questa, che permetterà ai partecipanti di calarsi nei panni degli antichi coltivatori. La gara, infatti, richiede l’indosso di un costume ben preciso, quello tipico dei contadini di una volta, che prevede il must di una camicia a quadri e la famosa paglietta. In palio c’è il buon vino di stagione, per restare in tema, che andrà alla squadra che avrà compiuto il percorso impiegando il minor tempo possibile. «Anche quest’anno – conclude il Presidente della Pro Loco – cercheremo di organizzare una lotteria. Non sappiamo ancora come impostarla, ma la nostra intenzione è quella di devolvere il ricavato ai terremotati del Centro-Sud Italia, per trasformare un’occasione di festa in un aiuto concreto rivolto a chi vive un grave momento di difficoltà».

Appuntamento, quindi, al dieci dicembre, quando il cuore di Civita D’Antino sarà cornice di una spassosa corsa, che si giocherà fino all’ultimo giro tra la voglia di vincere e il desiderio di divertirsi. Pronti a seguire, quindi, con gli occhi svegli e con le gambe in marcia, i corridori in vesti da contadini, che faranno rotolare una botte piena di nostalgia per un passato più genuino, oramai a rischio di estinzione.

 

Foto di: Facebook

 

 

 

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