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Conte al Senato: “C’era bisogno di aprire una crisi politica?”

Il premier Conte stamattina è intervenuto a Palazzo Madama. ha sottolineato la necessità di coesione nella "sfida epocale" della pandemia. Dopo la Camera, oggi tocca all'aula del Senato. "Con la sua sofferenza, il Paese si è unito".

Conte conta i numeri al Senato. “Da parte mia, – ha detto il Premier che oggi aveva la prova del nove nell’altra Aula, sicuramente e numericamente più difficile da convincere – assicuro la massima disponibilità e l’impegno a guidare, con il contributo di tutti, questa fase così decisiva per il rinnovamento del Paese. Come ha affermato il presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno, “la fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce così: tenendo connesse le responsabilità delle Istituzioni con i sentimenti delle persone””.

Il passaggio finale del suo intervento è uguale a quello pronunciato ieri alla Camera, così come riportato anche dall’Ansa.

“L’esperienza della pandemia – ha detto ancora – impone anche un’attenta, meditata e pacata riflessione sulla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione” sul rapporto tra Stato e Regioni. “Lavoriamo tutti insieme, meditiamo insieme sul riparto delle competenze legislative di Stato e Regioni, come pure alla individuazione di meccanismi e istituti che consentano di coordinare più efficacemente il rapporto tra i diversi livelli di governo. In questo contesto, occorre garantire e tutelare, con la massima intensità, le autonomie speciali e le minoranze linguistiche”.

“Agli inizi 2020” – ha esordito il premier in Aula, riprendendo il discorso fatto ieri a Montecitorio – il progetto del governo, un progetto nel quale “c’era visione, forte spinta ideale, un chiaro investimento di fiducia” si è dovuto “misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affrontiamo una sfida di portata epocale“.

Di fronte alla pandemia il governo ha dovuto “operare delicatissimi, faticosissimi, bilanciamenti dei princìpi e dei diritti costituzionali. In questi mesi così drammatici, pur a fronte di una complessità senza precedenti, questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo – certamente anche con fatica – convergenza di vedute e risolutezza di azione, anche nei passaggi più critici”. “Abbiamo coltivato – sottolinea – un costante e serrato dialogo con tutti i livelli istituzionali, a partire dalle Autorità regionali sino a quelle comunali, nella consapevolezza che solo praticando indefessamente il principio di “leale collaborazione” sarebbe stato possibile perseguire strategie di intervento efficaci, considerato – a tacer d’altro – che le competenze in materia di gestione sanitaria sono rimesse primariamente alle Regioni”.

“Con la pandemia, con la sua sofferenza, il Paese si è unito. Si è elevato il senso di unità del governo, si sono elevate le ragioni dello stare insieme”.

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