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Collinzio D’Orazio, a due mesi dalla scomparsa arriva una testimonianza choc

Dopo quasi due mesi dalla tragica morte arriva a sorpresa una nuova testimonianza. Parliamo di Collinzio D’Orazio, l’uomo di 51 anni ritrovato morto nel fiume Giovenco, all’altezza della diga della Cintarella. Il suo corpo è stato rinvenuto dal nucleo sommozzatori dei Carabinieri di Pescara, insieme ai militari dell’Arma territoriale, dopo venti giorni dalla sua scomparsa. Un caso diventato nazionale che ha tenuto incollati alla televisione tutti i cittadini del territorio, in apprensione per l’accaduto. Le circostanze del decesso dell’uomo restano ancora misteriose e la Procura di Avezzano indaga per il reato di omicidio. Stando a quanto riferito stamane da ‘Il Centro’, sarebbe giunta una nuova testimonianza ad arricchire il caso di nuove ombre. Un amico del fratello di D’Orazio avrebbe raccontato che in quella famosa sera Collinzio sarebbe andato a casa sua chiedendogli un piede di porco per farla pagare a qualcuno. Cercava dunque un’arma il 51enne, ma non ancora è chiaro a chi si riferisse e chi volesse punire. Fatto sta che per gli inquirenti l’ipotesi di una semplice caduta nel fiume diventa una pista sempre più improbabile. Mirko Caniglia e Fabio Sante Mostacci restano indagati per abbandono di incapace poiché avrebbero tentato di far scendere l’uomo davanti la sua abitazione senza alcun risultato, lasciandolo poi in una strada secondaria vicino al fiume. I due 27enni sono coloro che per ultimi hanno visto D’Orazio in quella famosa notte, e si scava ora anche sulle memorie cancellate dai cellulari. Pare, inoltre, che ci sia anche un messaggio, ricevuto da un terzo giovane, che parla di “un sacco di patate scaricato a Strada 11”.

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