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CNA: parrucchieri aperti ma vietati spostamenti tra Comuni

"Oltre al danno anche la beffa dei codici Ateco". Pressing sul Governo da parte di CNA per allargare le maglie.

E’ il messaggio forte di una categoria che, con l’istituzione della zona rossa, ha avuto la possibilità di continuare la propria attività, ma con guadagni più che dimezzati vista l’impossibilità da parte della clientela di spostarsi dal proprio comune di residenza. Un messaggio forte, chiaro e inequivocabile che Tonino Teodori, Presidente del settore Benessere e Sanità della CNA di Avezzano, vuole lanciare alle istituzioni.

“I nostri saloni – continua Teodori sul punto – vantano una clientela che per più della metà è composta da persone provenienti da paesi limitrofi alla città di Avezzano; una clientela fidelizzata da anni e che è solita calendalizzare a lungo termine i propri appuntamenti con l’acconciantore, il parruchiere “di fiducia” in considerazione anche di specifici trattamenti reiterati nel tempo. Un danno non da poco arrecato alla nostra categoria, se non si riparametra meglio questa ordinanza regionale che ha fatto scaturire un vero e proprio paradosso”, dice.

“Oltre al danno anche la beffa – aggiunge Fabrizio Belisari, Direttore della CNA di Avezzano – i nostri imprenditori del benessere e cura della persona, al pari di altre categorie, officine meccaniche, gommisti, centri di revisione, regolarmente aperti ma senza clienti per le ragioni esposte con chiarezza dal Presidente Teodori, e senza peraltro la possibilità di chiedere ristori alla luce di un calo vertiginoso del proprio fatturato”.

A questo quadro, si unisce anche “la beffa” del meccanismo dei codici Ateco.

“Siamo convinti – avvertono i due esponenti – che i meccanismi individuati nei decreti ristoro non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, agli autonomi e ai liberi professionisti che compongono le filiere colpite dalle misure restrittive. Il crollo della domanda sta interessando segmenti sempre più ampi di mercato, tali da rendere del tutto inadeguato il meccanismo dei codici Ateco che, peraltro, richiedono continui aggiustamenti. A nostro parere diventa indispensabile adottare come criterio per accedere ai ristori il calo del fatturato, unico strumento che fotografa realmente la situazione in cui versano in questa fase le nostre imprese; calo del fatturato da riferire ad una base non mensile o bimestrale, bensì semestrale se non annuale, considerando che i tempi per uscire da questa morsa saranno lunghi, come lo saranno anche i tempi per una ripresa”.

“La CNA a livello nazionale sta facendo pressioni al Governo affinché possa essere recepito un allargamento delle maglie da parte delle Prefetture, così come avvenuto già in altri territori dichiarati zona rossa, in cui è stata concessa ai cittadini, con riferimento alle attività connesse ai servizi alle persone, la possibilità di recarsi al di fuori del comune di residenza”, queste le conclusioni di Belisari.

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