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CNA Avezzano al Comune: “Prevedere fondo salva imprese”

Appello di CNA al Governo centrale: "Si apra un tavolo a tutte le componenti"

L’impennata delle bollette riguarda l’intero sistema produttivo, non solo le imprese energivore ma anche e soprattutto le micro e piccole imprese che sopportano la maggior parte degli oneri generali di sistema.

È quanto sottolinea CNA chiedendo al Governo un approccio organico e complessivo per affrontare il problema del caro energia avviando un tavolo con tutte le componenti del sistema produttivo.

“Senza coinvolgere le piccole imprese le soluzioni sono destinate ad essere insufficienti e parziali”.

Le piccole imprese italiane e le imprese artigiane subiscono infatti una distribuzione iniqua del sistema degli oneri generali, a cui contribuiscono per il 49% (circa 4,7 miliardi di euro) e con i quali finanziano anche, paradossalmente, le agevolazioni per le aziende energivore alle quali non accedono.

Un problema che CNA denuncia da tempo, e che nell’attuale contingenza sta compromettendo quotidianamente l’operatività delle piccole imprese, con rilevanti rischi di sospensione dell’attività per le imprese più esposte.

Le speranze sono riposte in un confronto che l’Associazione degli artigiani chiede a gran voce al Governo per scongiurare disastrose ricadute sul comparto dovuto ai forti rincari. Sulla scia di quanto richiesto a livello nazionale, si inserisce l’appello della CNA di Avezzano che lancia un messaggio chiaro e univoco all’amministrazione comunale; lo fa attraverso il Presidente dell’Associazione marsicana Francesco D’Amore e il direttore Fabrizio Belisari.

Siamo convinti, si legge in una nota, che, in attesa del varo del nuovo decreto sostegni, verosimilmente previsto nella giornata di giovedì 20 gennaio, è opportuno prevedere delle misure di sostegno ad imprese e famiglie a livello locale, in linea con quanto ben fatto fin adesso dall’amministrazione comunale con la previsione del Fondo Covid. Lo stringente bisogno, continua sul punto D’Amore, è dettato dal fatto che, seppur a livello centrale si giungerà ad una “revisione” strutturale della bolletta, c’è il forte rischio che tale manovra, dalle ricadute senz’altro positive, vada a giovare una ristretta platea di soggetti e, oltretutto, con tempi troppo lunghi. Con un intervento rapido e mirato, la politica locale, al contrario, potrebbe calmierare tali rincari su un numero ragionevolmente più elevato di imprese e famiglie.

Prendendo a riferimento l’indice TTF (Title Transfer Facility), ovvero uno dei mercati di riferimento del gas naturale, assistiamo ad un progressivo aumento della materia prima che va dallo 0,14 euro a metro cubo di dicembre 2020, a ben 0,88 riferito a dicembre 2021.

Assistiamo ad una corsa inarrestabile che si traduce in bollette più che raddoppiate, ricevute dalle piccole e medie imprese che rappresentiamo e che in questi giorni si recano presso i nostri uffici per rappresentarci e denunciare quanto sta accadendo.

Parliamo di imprese operanti nel settore della ristorazione, settore ricettivo, della panificazione, saloni di estetica e acconciatura e altri imprenditori che quotidianamente ci dicono che questo non è assolutamente il modo migliore per traghettare un’impresa fuori da una pandemia senza precedenti.

Pertanto confidiamo in un fattivo intervento, da parte delle istituzioni a livello locale, che possa restituire un po’ di ossigeno ad un tessuto imprenditoriale ormai sfiancato; il rincaro delle bollette contribuisce ad aggravare ulteriormente un quadro già abbastanza complesso; evitiamo la chiusura definitiva di imprese che a stento stanno recuperando fette di mercato e fatturati del periodo pre pandemia; questa la conclusione di Belisari.

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