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Castelvecchio Calvisio, ciaspole e visite guidate per favorire turismo in bassa stagione

Un centinaio di abitanti effettivi, un centro storico con conformazione ellittica unica nel suo genere, una parte di territorio comunale sull’altipiano di Campo Imperatore che in estate è adibito a pascolo, con stazzi non molto usati dai pastori: è Castelvecchio Calvisio, paese dell’Aquilano a mille metri di quota di cui si hanno le prime notizie attendibili dall’epoca della caduta dell’Impero Romano. Seriamente danneggiato dal terremoto del 2009, è inserito nella rete dei ‘Borghi autentici d’Italia’, con le strette stradine coperte da volte e archi, le case che si sviluppano su più livelli con le antiche scale in pietra e i prodotti tipici quali cicerchie, lenticchie, formaggi e lo zafferano della Piana di Navelli.

Insieme agli operatori locali, l’associazione ‘Mountain Evolution – Scuola di montagna’ ha organizzato una visita guidata del paese che si è svolta ieri, domenica 21 gennaio. «Abbiamo creato un’offerta di fine settimana che ha portato gente anche nelle strutture ricettive in questo periodo di bassa stagione – hanno spiegato gli organizzatori – Gli stazzi di Castelvecchio, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sono un punto di appoggio per lo sci di fondo, le escursioni invernali e le ciaspolate». Proprio con una ciaspolata è iniziato il tour intorno a Castelvecchio Calvisio. Saliti in auto dalla strada che collega Santo Stefano di Sessanio all’altipiano di Campo Imperatore e alla località Lago Racollo, i partecipanti hanno attraversato l’altopiano fino alla base di Monte Prena, per raggiungere poi gli stazzi. Qui sono stati accolti da vin brulé e zuppa, dal coro Calvisio e musica popolare. Poi il ritorno alle auto, con passeggiata di un quarto d’ora in ciaspole. «Sull’altopiano di Campo Imperatore l’unica struttura che potrebbe dare appoggio al turismo naturalistico invernale è il Rifugio Racollo nel Comune di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), ma per raggiungerlo – spiegano gli animatori di Mountain Evolution – occorre che le strade siano aperte». Ed è stato proprio grazie alle sollecitazioni arrivate da chi vive la montagna in ogni momento dell’anno che nei giorni scorsi enti locali e operatori economici della zona si sono accordati per collaborare alla pulizia dalla neve delle strade che conducono ai luoghi più suggestivi.

Fonte: Ansa

Foto di rete.comuni-italiani.it

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