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Carnevale: frappe made in Abruzzo per i bimbi in DAD

L'iniziativa è del mercato di Campagna Amica di Chieti. Coldiretti: "La tradizione vuole che la ricetta delle frappe risalga ai tempi dell’antica Roma, con il nome di “frictilia”. Erano realizzate con un impasto di farina e uova".

Una bustina con stelle filanti e frappe made in Abruzzo domani per il carnevale del mercato di Campagna Amica di Chieti.

In occasione della festa delle mascherine, per far divertire i tanti bambini che trascorreranno la giornata tra le mura domestiche a causa della zona rossa, i produttori di Coldiretti del mercato di Via Arniense domani alle ore 10.00 doneranno un piccolo cadeau ai genitori che faranno visita al mercato. Le frappe della tradizione e un pacchetto di stelle filanti in segno di festa per i tanti studenti che, con la scuole chiuse, in questi giorni sono a casa per svolgere didattica a distanza (Dad) e non parteciperanno alle tradizionali feste in maschera.

Nel mercato sarà inoltre allestito un banchetto con esposizione dei dolci tipici della tradizione carnascialesca tra cui, oltre alle “chiacchiere”, cicirchiate, castagnole e ogni tipo di leccornia zuccherosa.

Un trionfo delle specialità del martedì grasso per invitare i consumatori a consumare dolci a chilometro zero, preparati secondo tradizione e con materia prima interamente made in Italy seguendo i consigli dei cuochi contadini.

“La leggenda racconta che l’origine delle frappe – precisa la Coldiretti – risalga ai tempi dell’antica Roma con il nome di “frictilia”. Erano realizzate con un impasto di farina e uova che veniva steso, tagliato e fritt nello strutto bollente e mangiato durante le feste, soprattutto nel periodo invernale”.

“Il Carnevale – ricorda la Coldiretti – prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi – conclude la Coldiretti – sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale.

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