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Carcere Avezzano “da custodia attenuata a custodia allarmata”

Ispezione sindacale, Nardella: "Manca 30% poliziotti, situazione gravissima"

Si è conclusa questa mattina l’ispezione sindacale voluta dalla UIL PA polizia penitenziaria provinciale e volta a verificare la situazione strutturale e gestionale in quel del carcere di Avezzano.

Alla stessa hanno presenziato il segretario generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria Mauro Nardella, dai responsabili UIL PA polizia penitenziaria Avezzano Gabriele Verna e Vincenzo Rossi e il tesoriere provinciale Michele Americo.

“Da quanto si è potuto osservare, ad un efficiente apparato strutturale (il carcere si presenta confortevole e dotato di tutti i presidi di sicurezza e salubrità) e ad un efficace amministrazione del bene ( ottimo è il lavoro fatto dalla Direttrice e dal Comandante di reparto), fa da contraltare una spaventosa carenza organica e un’impostazione vergognosa data al circuito detentivo ( il circuito della custodia attenuata previsto per questo istituto è stato di fatto fagocitato da detenuti tossicodipendenti, con problemi psichiatrici e appartenenti a categorie che tutto hanno fatto fuorché quel percorso trattamentale conditio sine qua non una custodia attenuata possa definirsi tale) – si legge in una nota – Manca il 30% dei poliziotti penitenziari e addirittura il 40 % degli addetti facenti capo al comparto Funzioni Centrali. Una situazione questa che è da ritenersi oltre che irresponsabile molto pericolosa da gestire”.

“Ci sono stati diversi casi di poliziotti impegnati per 16 ore continuative e, addirittura, seppur dietro la lodevole volontaria decisione maturata da un agente, per 23 ore di seguito. Ad aggravare il tutto vi è l’assenza di una caserma agenti che funga da supporto ai poliziotti impiegati soprattutto nel turno notturno ( nel caso in cui si dovesse accompagnare un detenuto in urgenza all’ospedale il sistema andrebbe completamente in tilt). Altro neo è rappresentato dalla presenza di un presidio sanitario impostato su 12 ore anziché quello auspicabile da garantire h 24 – aggiunge Nardella – Questo determina la scopertura dell’assistenza sanitaria dalle 20.00 alle 8.00 lasciando che sia la guardia medica di turno a sopperirne l’assenza”.

“Ciò con tutto quello che ne consegue in termini di monca assistenza per il restante territorio. È un carcere quello di Avezzano che seppur apparentemente sano considerata l’efficienza strutturale ed amministrativa mostrata risulta malato di cancro. Ed il cancro in questo caso ha un solo nome: carenza organica! Va da sé che un carcere cosi “malato” non può essere privato del palazzo di giustizia cittadino, il cui venir meno farebbe definitivamente tracollare le aspettative di vita professionale di tutti gli attori in campo, per cui l’auspicio che la UIL si fa è che alla lotta per il mantenimento del presidio giudiziario si associ a quella per il potenziamento dell’istituto di pena”, conclude.

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