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Capistrello sciupone, Iodice dopo il pari col Cupello: «Il bicchiere è mezzo vuoto»

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Chiedetelo a Fabio Iodice, somma autorità del gioco granata. «Il bicchiere per me è mezzo vuoto. Abbiamo creato tanto e di gioco ne abbiamo macinato. Il pari ci sta stretto».

La società capistrellana ha raccontato così i novanta minuti di gioco, nell’immediato dopo gara del match:

 

Parte subito convinto il Capistrello che dopo alcuni minuti con Leccese sfiora il gol del vantaggio, i padroni di casa non creano azioni pericolose fino al 18’, quando sale in cattedra il Cupello: cross dal limite dell’area, sponda del centrocampista su Pendenza che agevolmente spedisce la palla in rete. Il Capistrello non si demoralizza e al 28’ di Paneccasio mette in area per Bolzan che conclude in porta, palla ribattuta dal portiere, Mercogliano raccoglie e la infila nell’angolino dove il portiere non può arrivare e sigla 1-1. Al 39’ fallo in area di un nostro difensore ai danni dell’attaccante del Cupello, l’arbitro decreta il calcio di rigore che Pendenza trasforma, portando il risultato sul 2-1. Il secondo tempo inizia con un Capistrello che vuole raggiungere il pareggio: al 14’ Kras palla al piede, cross in area, spizzata di Daniele Fantauzzi, Mercogliano ben piazzato di mezza rovesciata pareggia i conti. Nel corso del secondo tempo il rigore non dato ai danni di Leccese atterrato in area, e le parate fondamentali di Di Girolamo che sventano le incursioni degli attaccanti locali; al fischio finale tra Cupello e Capistrello sarà 2-2.

 

La nota è apparsa sul profilo social ufficiale del club rovetano. Il tecnico di Canistro ha commentato positivamente la prestazione, lasciando però qualche riserva sugli ormai abituali cali di concentrazione a partita in corso: «Dei black out inspiegabili. Creiamo tanto, facciamo vedere cose eccellenti sul piano del gioco e alla fine finiamo col concedere occasioni agli avversari per errori nostri perché molliamo mentalmente. L’unica ricetta che conosco è quella del dialogo: parlare e parlare, come facciamo sempre, e, del resto, altro non servirebbe. Lavoriamo sui difetti tutta la settimana, la squadra si mette a mia disposizione dal lunedì alla domenica, non  potrei davvero chiedere di più. In questo particolare momento stiamo scontando le defezioni legate agli infortuni, non so quando recupererò Paris, Berardi forse tornerà a disposizione domenica e, col Cupello, ho dovuto sopperire all’assenza dell’ultimo minuto di Edoardo De Meis, febbricitante. Più in generale, ripeto, dobbiamo superare queste disattenzioni».

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