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Capistrello: l’ordinanza che fa discutere

Il sindaco Ciciotti: "Cittadini tenuti a provvedere alle operazioni di rimozione della neve e spargimento sale". L'opposizione: "Ordinanza illegittima"

I proprietari di abitazioni, attività commerciali e magazzini o pubblici esercizi tenuti a “provvedere alle operazioni di rimozione della neve spargimento sale nella parte antistante l’accesso e lungo tutto il fronte dello stabile”. È quanto prevede una “curiosa” ordinanza firmata dal sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, a margine dell’emergenza neve che ha attanagliato la Marsica dalla giornata di ieri.

“Capistrello è un paese di montagna e, come tale, dovrebbe essere dotato di un piano neve efficiente. La realtà, invece, rivela tutto il contrario. I cittadini di Capistrello e delle frazioni si sono trovati a gestire con disagio le varie emergenze determinate dalle precipitazioni nevose”, tuonano i consiglieri di opposizione Dina Bussi, Chiara DI Felice, Emiliana Salvati e Vittorio Silvestri.

“Numerose le denunce di disservizi e le lamentele esternate anche attraverso i social: in effetti – continuano i Consiglieri – ci sono molte cose da rivedere del piano neve. Pulizia delle strade intempestiva, sale poco o niente, centri storici di capoluogo e frazioni pressoché irraggiungibili, protezione civile comunale inspiegabilmente esclusa dalle operazioni, fognature ostruite. Nonostante l’impegno di dipendenti comunali e privati diverse cose dovranno essere riviste: catena di comando, coordinamento, risorse dedicate all’acquisto di sale e potenziamento dei mezzi”.

“Ma se può accadere che un piano neve non funzioni a dovere ciò che lascia basiti è la decisione del sindaco di pubblicare un’ordinanza urgente per far fronte alla nevicata con poco capo e molta coda (di polemiche). In poche parole oltre al danno c’è la beffa: con l’ordinanza sindacale n. 1 del 5/01/2021, Ciciotti ha ordinato che: “ i proprietari detentori a qualsiasi titolo di immobili adibiti ad abitazione (…), sono tenuti a provvedere alle operazioni di rimozione della neve e spargimento sale nella parte antistante l’accesso e lungo tutto il fronte dello stabile”. Insomma, siccome il piano neve non ha funzionato, allora si ordina ai cittadini di provvedere alla pulizia”.

“Non è affatto condivisibile né il merito né il metodo con cui si è assunta tale decisione di gravare sui cittadini, già abbastanza provati dalle difficoltà del momento, per tentare di colmare la disorganizzazione del piano neve. Come può il sindaco di un paese di montagna non organizzare per tempo tutte le operazioni necessarie?
Ma vi è di più, perché l’ordinanza emanata da Ciciotti è illegittima: la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16226/05 ha chiarito che è l’Ente pubblico a doversi fare carico di sgomberare strade e marciapiedi dalla neve e che, in alcun caso, tale obbligo può essere imposto ai privati cittadini. L’unica norma che prevedeva un simile obbligo è stata abrogata con la Legge 1014/61, per cui ad oggi non esiste alcuna legge che obblighi i proprietari degli immobili allo sgombero della neve. Le ordinanze contingibili ed urgenti possono essere emanate soltanto nel caso di eventi gravi ed imprevisti. Non è questo il caso, visto che le precipitazioni nevose erano state ampiamente previste ed era stato lo stesso sindaco a diramare via facebook il bollettino meteo”.

“A questo punto – concludono – riteniamo sia cosa buona che il sindaco Ciciotti ritiri l’ordinanza n. 1 del 5 gennaio 2021 che potrebbe persino mettere in imbarazzo la Polizia locale nell’applicazione delle disposizioni sindacali: un cittadino che fosse oggetto di contravvenzione potrebbe infatti contestare l’illegittimità dell’ordinanza con ulteriore aggravio per l’Ente.
In una situazione come quella odierna, piuttosto che affidarsi ad ordini perentori e sanzioni, il Sindaco organizzi meglio il piano neve, ritiri le deleghe all’assessore di riferimento se non si dimette e faccia appello al senso civico dei cittadini che, come sempre, con buon senso e civiltà puliranno gli ingressi delle proprie abitazioni senza la necessità di ordinanze inopportune”.

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