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Canoni di estrazione pagati a prezzi superiori, Comune di Magliano condannato

Il Comune dovrà pagare circa 87 mila euro alla Celi Calcestruzzi

Il Comune di Magliano de’ Marsi dovrà pagare alla Celi Calcestruzzi Spa la somma di circa 87mila euro (più rivalutazioni, interessi e spese legali). Lo ha stabilito il tribunale ordinario di Avezzano che ha emesso un’ingiunzione di pagamento, alla luce di canoni di estrazione pagati dall’azienda con prezzi superiori a quanto previsto dalla legge.

Si tratta di un provvedimento che fa riferimento soltanto a uno dei periodi in questione e in particolare a quello che va dal 1998 al 2003. La richiesta di rimborso complessiva ammonterebbe a 207mila euro, più rivalutazioni, interessi e spese legali.

La scorsa estate il Comune di Magliano de’ Marsi aveva approvato in consiglio comunale un debito fuori bilancio di oltre 292mila euro (di cui oltre 100mila per interessi e spese legali) per sanare una controversia dello stesso tipo derivante da alcune sentenze esecutive con un’altra società marsicana, la Ficorilli Calcestruzzi srl.

Alla luce di ciò, al fine di ottenere una “uniformità di trattamento, applicando le stesse disposizioni legislative e gli stessi regolamenti e garantendo i principi di parità e trasparenza della pubblica amministrazione”, anche la Celi, che inizialmente aveva soprasseduto dall’avviare azioni giudiziarie, si è vista costretta suo malgrado ad intentare un’azione analoga a quella già proposta e ottenuta dalla ditta di cui sopra, visto l’ostruzionismo dell’Amministrazione manifestato chiaramente nella volontà di non dare risposte alle innumerevoli richieste promosse.

“Abbiamo più volte fatto ricorso ad azioni amministrative a causa della mancanza di risposte da parte del Comune”, ha chiarito l’azienda tramite la responsabile delle comunicazioni esterne Benedetta Paone, “e nonostante i vari solleciti non ci sono state mai risposte sui vari temi in questione, tanto che in più occasioni siamo stati costretti a ricorrere ai giudici non tanto per impugnare un provvedimento ma contro il mero silenzio serbato dell’Ente”.

Riguardo a una delle diverse controversie, ad esempio, sono state registrate dall’azienda perdite economiche di oltre 450mila euro, come evidenziato e richiesto in uno dei ricorsi presentati dalla Celi Calcestruzzi al Tar.

“Qualora all’esito del giudizio venisse effettivamente accertata l’illegittimità dell’inadempimento del Comune”, ha spiegato il legale dell’azienda, l’avvocato Roberto Fasciani, “il persistere del ‘silenzio’ aggraverebbe il danno e la responsabilità dell’ente, nonché direttamente dei funzionari, anche dal punto di vista erariale”, considerato che il danno economico, come evidenzia il TAR, risulta “non irreparabile” ovvero risarcibile.

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