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Blackout in Regione, Lega diserta le Commissioni

Tuona il M5S: "Atteggiamento vergognoso. La Lega ricatta gli altri esponenti del Centrodestra in Regione per la rimozione dal ruolo di assessore di Mauro Febbo".

“È un atteggiamento vergognoso e irresponsabile quello tenuto dagli esponenti regionali della Lega in Abruzzo, che hanno scelto di anteporre gli interessi di partito al lavoro urgente, da portare a conclusione in Consiglio regionale, per dare sostegno ai cittadini. La decisione di disertare le sedute delle Commissioni di questa mattina, impedendone il regolare svolgimento, per prendere parte a una non meglio precisata riunione interna, più che un attacco agli alleati (o forse è meglio dire ormai ex alleati) di centrodestra, è uno sgarbo ai cittadini. In questo momento di grave crisi economica e sanitaria a seguito della pandemia da Covid-19, gli abruzzesi finiscono per essere vittime incolpevoli di un illogico gioco di potere, venendo lasciati sempre in secondo piano davanti ai litigi continui di questo centrodestra ormai allo sbaraglio”.

Ad affermarlo è il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi, che prosegue: “L’unica certezza è che ancora una volta i Consiglieri regionali e gli Assessori del Carroccio, molto ben stipendiati con i soldi pubblici, non si sono fatti problemi a svilire quelle stesse Istituzioni che hanno il dovere di difendere e rappresentare con onore, preferendo invece rispondere alla chiamata del Coordinatore Luigi D’Eramo e agli interessi di bottega. Mai come in questo momento di emergenza, perdere anche un solo minuto di lavoro all’interno del Consiglio regionale è un errore gravissimo, soprattutto a seguito del rallentamento dei lavori per alcune positività al Covid emerse nella scorsa settimana. Ma, evidentemente, la Lega sembra vivere in un mondo parallelo in cui è più urgente fare una riunione di partito che prendere parte alle Commissioni per dare sostegno concreto al tessuto economico regionale”.

Tra i corridoi si vocifera di un ricatto della Lega in attesa della rimozione dal ruolo di assessore del “traditore” Mauro Febbo. Insomma l’Abruzzo è paralizzato per giochi di poltrone. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto del fatto che, a quanto pare, il Presidente Marsilio e tutta la maggioranza siano ostaggio dell’umore di una singola forza politica, e questa non è una cosa accettabile. Ad ogni modo i cittadini adesso potranno farsi un’idea chiara di cosa sia il partito di Salvini a livello territoriale, soprattutto in Abruzzo, perché questi comportamenti valgono molto più di mesi di propaganda al grido di ‘Prima gli abruzzesi’. Gli slogan passano, le scelte restano. E ormai ci sono pochi dubbi su quali siano le loro vere priorità”, conclude.

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