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Blackout alla LFoundry, “La Regione ancora non gioca ruolo attivo”

Il Capogruppo Paolucci del PD in Regione si esprime sul black-out alla LFoundry: “Situazione grave: assurdo che un’impresa così strategica si spenga”.

LFoundry

Attendiamo di sapere ciò che è accaduto alla LFoundry, azienda strategica, cuore produttivo di tecnologie fondamentali per il settore informatico e manifatturiero in ambito abruzzese e nazionale. Resta comunque grave il fatto che sdia accaduto, segno anche del disinteresse della Regione Abruzzo verso un settore fondamentale del proprio sistema produttivo, che l’Ente dovrebbe invece seguire e, per quanto di competenza, manutenere. Cosa non avvenuta in questi tre anni, come dimostra anche la mancanza di poste specifiche a sostegno del comparto industriale nel bilancio varato a fine dicembre”, così il capogruppo Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che si è detto disponibile a incontrare lavoratori e azienda.

“Questo il centrosinistra aveva cominciato a farlo di concerto con tutti gli attori parte di questa importante filiera produttiva – incalza il consigliere Pd – Invece il centrodestra si è disinteressato totalmente di uno dei settori portanti dell’economia regionale: l’energia elettrica è saltata sia nell’area di produzione che nella clean room e la fabbrica si è letteralmente spenta, perché l’interruzione della corrente determina anche il fermo dello speciale condizionamento dell’aria per garantire ambienti di lavoro asettici, per fortuna senza conseguenze per i lavoratori. Aspettiamo di sapere perché tutto questo è accaduto: secondo l’azienda l’interruzione è stata dovuta a problemi dell’ENEL che in quel momento stava alimentando lo stabilimento, questo nonostante lo stabilimento sia dotato di un impianto di cogenerazione per la produzione in proprio dell’energia, frutto del più grande Contratto di sviluppo promosso durante la precedente legislatura regionale dell’importo di oltre 3 milioni di euro.

Così come aspettiamo di conoscere anche il danno materiale provocato dallo stop, che a livello produttivo non è stato ancora quantificato, ma questo incidente in ogni caso indica un’esigenza di controllo, prevenzione e monitoraggio del sistema di alimentazione energetico e conferma il bisogno di implementare le procedure di manutenzione e assistenza per evitare danni così rilevanti.

In tale contesto la Regione, che in quasi tre anni ha avuto un’unica brevissima occasione di contatto con l’azienda, dovrebbe seguire le prospettive dello stabilimento e invece non lo fa. Infatti, le trattative in corso da mesi tra azienda e sindacato per un contratto di espansione che coniughi nuove assunzioni col prepensionamento dei lavoratori in possesso dei requisiti, sembrano essere definitivamente naufragate nel silenzio istituzionale totale. Negli ultimi 18 mesi, sempre senza alcuna azione da parte della Regione, a fronte della fuga di 200 ricercatori, nello stabilimento di Avezzano si sono registrate solo 8 assunzioni, con uso massivo di lavoratori interinali, dei quali, allo stato, non si conosce il destino. Tutto questo mentre la proprietà cinese vive e subisce gli effetti di un conflitto geopolitico mondiale. Serve un piano industriale chiaro che indichi la sostenibilità occupazionale e una strategia di sviluppo che valorizzi un’azienda strategica per il Paese, anche in virtù degli investimenti collegati al PNRR. Non è possibile perdere questa grande opportunità: l’azienda produca precisi segnali affinché le trattative possano riprendere e la Regione svolga un ruolo attivo invece di abbandonare la LFoundry al proprio destino”, questa la conclusione.

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Redazione IMN