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Babbo verso il Pd?: “È ancora tutto da vedere”

Non è passata inosservata la presenza dell'ex candidato sindaco al Congresso per il rinnovo degli organismi del circolo Pd di Avezzano

Mario Babbo

La geografia del Consiglio comunale di Avezzano, con particolare riferimento all’ala di opposizione, potrebbe subire un cambiamento nei prossimi mesi.

Una evoluzione non sostanziale, ma comunque rilevante in termini di equilibri politici.

Il consigliere comunale Mario Babbo, ex candidato sindaco del capoluogo marsicano, sembra ormai aver messo da parte il suo cuore civico per entrare nel fronte del Partito democratico.

Da tempo ormai si rincorrono le voci di una sempre più concreta vicinanza di Babbo al gruppo Dem, lo stesso che lo ha accompagnato e sostenuto in campagna elettorale.

Non è passata inosservata la presenza dell’ex candidato sindaco al Congresso per il rinnovo degli organismi del circolo Pd di Avezzano, che si è tenuto lo scorso 2 febbraio e in cui è stata eletta Anna Paolini, già coordinatrice della conferenza delle donne democratiche della Marsica.

Raggiunto telefonicamente da Info Media News, Babbo non conferma e non smentisce i rumors, limitandosi a commentare con un lapidario “È ancora tutto da vedere”, sottolineando però che la partecipazione all’incontro ha avuto una natura di carattere personale: “Anna Paolini è una cara amica”.

Nessuna decisione ufficiale, dunque, ma da quanto si apprende il consigliere avrebbe lasciato una porta aperta al Pd per un futuro neanche troppo lontano e sarebbero in corso interlocuzioni a più livelli.

Non è chiaro tuttavia se l’eventuale ingresso di Babbo nel Pd comporterebbe altri ingressi tra coloro che lo hanno sostenuto in campagna elettorale.

Nell’ipotesi in cui si celebrasse il matrimonio con il Pd, l’ex assessore Luca Angelini e il consigliere di opposizione Stefano Lanciotti, considerati suoi fedelissimi, potrebbero seguire i suoi passi con facilità.

Ci sarebbero poi diversi punti cardine condivisi con la segretaria neoeletta, in primis la discontinuità e la rottura con molte delle “vecchie logiche partitiche”.

In questo senso assumono un valore fondamentale le parole contenute nel primo discorso della Paolini: “Solo la buona politica, e non il falso civismo, può assicurare al territorio la forza delle soluzioni per i problemi delle persone e la capacità di elaborare un progetto di sviluppo a lungo termine”.

Parole che riassumono in maniera lineare quello che gli alleati hanno sempre contestato a Babbo, ovvero il non essere “strutturato”, non far parte di un partito che – nel bene e nel male – ha un carattere di verticalità che difficilmente si può trovare nel civismo.

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