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Avvelenato con la “stricnina” un cagnolino ad Avezzano

Il fatto grave è avvenuto nel mese di luglio scorso. Qualche giorno fa, però, sono arrivate a casa dei padroni dell'animale i risultati dell'esame autoptico. Hanno stabilito con certezza la causa del decesso del cagnolino: è stato avvelenato.

«Chi non ha mai avuto un cane, non sa cosa significhi essere amato». Partiamo da qui, da questa citazione, anche molto conosciuta in verità. Partiamo da qui per tentare di dare un colore alla storia che è stata raccontata alla nostra Redazione. Una storia nera, nera come la sofferenza.

È successo ad Avezzano, in un’abitazione sita lungo via XX Settembre, nel mese di luglio scorso.

I risultati dell’autopsia eseguita sull’animale e decisa dai proprietari per cercare di dare un senso più chiaro alla vicenda, sono arrivati qualche giorno fa. Ed è stata confermata l’ipotesi più triste: si è trattato di un terribile episodio di violenza nei confronti degli animali. Il cagnolino – un meticcio di quattro anni e mezzo – è stato avvelenato per mano dell’uomo. Nel quartiere casi simili non sono successi di recente.

Il fatto è avvenuto proprio all’interno del cortile dell’abitazione, dove il cane era sceso a giocare, dopo aver dormito in casa la notte, come sua abitudine.

Nel giro di qualche minuto, il suo stato di salute ha cambiato totalmente tono e colore. L’animale, cioè, è venuto a mancare nel giro di pochissimi secondi e a nulla è valsa la prontezza del veterinario, allertato dai padroni dell’animale. L’autopsia ha affermato i sospetti dei proprietari del cane: è stato avvelenato con la “stricnina”, un veleno molto difficile da reperire e illegale. Il cane era l’inseparabile amico a quattro zampe della sua famiglia, che ha anche assistito agli ultimi istanti di vita del povero animale: trovandolo riverso a terra di fronte al portone di ingresso dell’abitazione.

Episodi simili richiamano alla mente l’assoluta barbarie che, a volte, scaturisce probabilmente da odio o sentimenti di vendetta.

Restano ancora adesso sconosciute, comunque, le cause che hanno portato l’autore a commettere un simile gesto barbaro: porre fine alla vita, tra atroci dolori, di un animale innocente.

Quel che è certo, anche a detta dei proprietari dell’animale, è che verranno percorse tutte le vie legali per risalire all’identità della persona che ha avvelenato il cane.

In copertina, l’immagine del cane.

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