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Avezzano-Celano: patto di ferro per la sicurezza

Prove di intesa fra le due città. Il test, che potrebbe sfociare in altri ambiti, parte dalla Polizia locale. Il consigliere Del Boccio: "Questo patto sperimentale sarà aperto anche ad agli altri Comuni della Marsica interessati a unire le forze della Polizia locale per dare ai cittadini servizi più efficaci".

Prove d’intesa tra i Comuni di Avezzano e Celano: l’operazione messa in cantiere tra le due città più grandi della Marsica muoverà i primi passi operativi sul versante della sicurezza, ovvero con una convenzione per le Polizie locali nel segno del “più sicuri insieme”.

L’idea di base, che dovrebbe far nascere la Polizia locale della Marsica, previo disco verde del consiglio comunale, favorevole in linea di principio a unire le forze, infatti, è quello di creare una maggiore sinergia operativa, utile per il contrasto alla criminalità, che non “conosce confini”, nonché un’economia nella spesa e una stretta collaborazione in occasione di eventi e manifestazioni di rilievo. L’unione, come dice un vecchio detto popolare, fa la forza: la convenzione in vista, infatti, aprirà la porta alla collaborazione a 360° tra i due corpi di Polizia composti da 54 unità (40 Avezzano; 14 Celano), ma senza spostamenti di personale. Gli agenti resteranno operativi nel proprio Comune di appartenenza per garantire tutte le attività esistenti, mentre agiranno insieme in caso di servizi congiunti, ma soltanto in occasioni particolari.

Il patto di ferro tra le città di Avezzano e Celano – afferma il consigliere, nonché capitano della polizia provinciale, Antonio Del Boccio, dopo la riunione di maggioranza che da dato l’ok di massima all’operazione – sarà aperto all’ingresso degli altri Comuni della Marsica interessati a unire le forze della Polizia locale per dare ai cittadini servizi più efficaci con un risparmio dei costi di gestione e puntare a ottenere fondi regionali e nazionali”. La collaborazione tra Avezzano e Celano sul fronte sicurezza, alla luce delle carenze di personale che mettono a dura prova soprattutto i piccoli Comuni, potrebbe sfociare in forme di servizi associati a più ampio raggio nel segno della città territorio. Unione che, in prospettiva, potrebbe spingere gli amministratori del vasto comprensorio della Marsica, un territorio che negli ultimi anni ha perso peso politico, a fare gioco di squadra anche per le partite degli Enti sovracomunali per recuperare gli spazi perduti.

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