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Attentato Nizza: “Islam condanna terrorismo”

Terrorismo, presidente e segretario della comunità islamica in Italia: "Uccidere in nome di Dio è crimine contro umanità"

“Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera e chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”. (Al-Maidah, 32)

Queste parole contenute nel Testo Sacro del mondo islamico, il Corano, a pochi giorni dall’attentato di Nizza, pesano come un macigno.

Parole che oggi urla a gran voce la comunità islamica nel suo messaggio di condanna contro “il feroce attacco nella cattedrale di Nizza”.

Una rabbia omicida incontrollata che ha portato alla morte di tre persone, tre vite spezzate nel luogo in cui si prega, si spera, ci si mostra in tutta la propria debolezza, un luogo di pace, dove ci si sente sicuri e in cui si ha asilo a prescindere da religione, colore della pelle e cultura.

“Ancora una volta dentro una chiesa pagano con la vita persone innocenti per colpa di fanatici che utilizzano la religione secondo scopi personali”, dichiara Reshat Ibishi, presidente della comunità islamica in Italia e Imam del centro islamico albanese di Casaloldo (Mantova).

Il Centro Islamico Culturale in Italia, nell’esprimere profondo cordoglio per le famiglie delle vittime della strage terroristica, condanna con forza “gli estremismi violenti che nulla hanno a che vedere con gli insegnamenti della nostra religione e il nostro credo”.

“Esprimiamo la nostra ferma condanna contro ogni forma di terrorismo dovunque esso sia e che non distingua tra moschea, chiesa o sinagoga. Uccidere nel nome di Dio e nel nome dei profeti è un crimine contro l’umanità e gli autori di esso sono maledetti in cielo come sulla terra”, ci tiene a precisare l’Imam.

Aljii Mirsadin, aquilano di origine macedone, componente del tavolo interreligioso della Prefettura del capoluogo abruzzese, ex presidente dell’associazione Xhamia Drita e segretario della comunità islamica in Italia, sottolinea che “Nessuno può permettersi di utilizzare il nome di Allah per uccidere, non è giustificabile, per questo condanniamo con forza quanto accaduto a Nizza”.

“Un atto ingiustificabile” per Mirsadin, “un’azione barbara”.

“Sono state brutalmente uccise tre persone innocenti – spiega – questa non è e non può essere una guerra di religione, la religione non è odio e non è uccidere”.

“Spesso – aggiunge – è all’interno della stessa comunità islamica che si cerca di individuare, segnalare e denunciare tutti coloro che secondo noi si stanno allontanando dalla linea del Corano per abbracciare estremismi che non ci appartengono”

Gli attacchi sono arrivati in un momento particolare, in cui la Francia era già sotto shock per la decapitazione di Samuel Paty, insegnante assassinato per aver parlato ai suoi studenti delle vignette di Charlie Hebdo che ritraggono Maometto.

Un clima di tensione alimentato a seguito della pubblicazione proprio da parte di Charlie Hebdo di nuove vignette contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

In occasione di una cerimonia solenne alla Sorbona, Macron ha promesso al professore ucciso che la Francia avrebbe continuato la sua opera, senza rinunciare alla libertà di espressione e alle caricature.

Erdogan, ormai leader della protesta del mondo musulmano contro la Francia che difende la laicità, ha quindi condannato Emmanuel Macron per aver reso omaggio al professore, alimentando le tensioni.

“Condanniamo ogni forma di denigrazione e scherno nei confronti delle credenze altrui pretesto usato spesso dai fanatici per seminare odio e colpire valori quali tolleranza e convivenza”, conclude l’Imam.

Ed è proprio contro la politica che punta il dito Mirsadin: “I politici non devono buttare benzina sul fuoco”.

“Si tende a strumentalizzare frasi, azioni e atti, alimentando l’odio tra le culture e per ‘il diverso'”, sottolinea.

“Non si può continuar a parlare di battaglie di religione nel 2020, basta sporcare il nome di Allah per giustificare gesti che non hanno nulla di musulmano; la rabbia è un sentimento che tutti abbiamo dentro, ma non dobbiamo utilizzarlo in modo distruttivo, non porta a nulla, non possono continuare a morire persone innocenti per una guerra che non è nostra, non è dei cristiani, o di persone che hanno un qualsiasi altro credo. Queste sono battaglie politiche che non ci appartengono e non ci apparterranno mai”.

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