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Arbitro e dirigente sportivo avezzanese premiato con la Stella di Bronzo del Coni

Tutte le stelle non si trovano sul tetto celeste del mondo. A volte, alcune di esse, si nascondono dietro ad un gigantesco punto interrogativo; eliminato quello, appariranno più luminose e concrete di prima. Forse ci poniamo fin troppe domande sull’irrealtà della realtà, come se non si potesse credere ad essa. Non sarebbe molto più facile, infatti, abbracciare il sole che spunta di mattina presto e rendere grazie ad un altro cielo azzurro e ad un’altra terra da calpestare sotto ai propri piedi? «Credo sia un piccolo riconoscimento, la Stella di Bronzo, che, a mio avviso, non merita tantissima attenzione ; l’ho ottenuta per la maturazione del mio curriculum sportivo, curato sin dalla tenera età di 16 anni, quando, cioè, entrai a far parte di quella grande famiglia di atleti degli arbitri della città di Avezzano. Un premio che definirei ‘meritato’, ma anche che dovrebbe, secondo me, passare un poco sottotono, nonostante sia stato il Coni stesso a consegnarmelo. Fa piacere sapere, comunque, che i propri sforzi, al di fuori del lavoro di una vita e della famiglia che salva la vita stessa, vengono riconosciuti a livello nazionale».

 

13876105_10207770291307914_8635291088830327621_nA proferire verbo è Walter Tullio, un signore avezzanese elegante, a modo ed anche un grande sportivo di vecchia data e fama. Lui, all’età di 16 anni, ha incominciato a correre sul rettangolo verde di calcio, con il fischietto da arbitro stretto in mano e, da allora, non ha più abbandonato questo aspetto della vita di società sportiva. «Sono stato un arbitro – racconta – fino ad arrivare alla Serie C e, successivamente, sono stato anche presidente della sezione arbitrale di Avezzano ‘Giacomo Ferri’; ora sono un arbitro benemerito con un incarico in Figc, un designatore regionale di arbitri, un osservatore di arbitri ed un ispettore di campo Figc. La Stella di Bronzo, invece, mi è stata conferita in quanto onorificenza valida per i meriti raggiunti nell’attività dirigenziale e per aver svolto tanti anni di attività come dirigente stesso presso Aia e Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio)», avverte. La sezione ‘Giacomo Ferri’ di Avezzano, in questa lunga storia di soddisfazioni, non sembra essere seconda a nessuno. Tanti sono stati, infatti, nel corso del tempo, i rami di quest’albero sportivo che hanno prodotto frutti e fiori prelibati.

«Lo scorso anno – aggiunge Walter – anche altri colleghi della Sezione hanno ottenuto la Stella di Bronzo, sempre per il merito raggiunto, relativo ad attività dirigenziali. La mia ‘stella’ illumina l’anno 2015, in cui, secondo il Coni, avrei maturato questi onori sportivi che mi vengono riconosciuti». Con l’onorificenza suddetta, l’organizzazione sportiva nazionale intende dimostrare anche la profonda riconoscenza relativa a tutti gli anni di ‘servizio’ che Walter Tullio ha maturato, da quando era solamente un adolescente spensierato. La Stella di Bronzo verrà consegnata durante un’allegra cerimonia che verrà approntata dal Comitato territoriale del Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano). La lettera è firmata dal presidente del Coni stesso, Giovanni Malagò. Walter Tullio è, ad oggi, il proprietario della catena di supermercati ‘La Piramide’, dispiegata su tre territori ben precisi, quali Cappelle dei Marsi, Civitella Roveto e Pescina.

13230307_10207310311488706_5229760260646032446_nE come tutte le qualità più belle, anche l’essenza di un premio estende un po’ di più il sorriso del volto dell’uomo che ne beneficia. L’irrealtà della realtà, quindi, è una caratteristica tipica delle sorprese del destino. Solitamente, si fa perché, ci si ricordi che qualcosa lo si è fatto. Si lavora, cioè, perché ci si ricordi che il lavoro, alla fine e dopo una lunga carriera di perfezionismi, va comunque premiato. «Fare l’arbitro è stata una palestra di vita e per la vita. – ammette Walter – Girare l’Italia intera da solo e a venti anni appena, mi ha formato il carattere ed il comportamento. Consiglio questa straordinaria esperienza sportiva e spirituale assieme, anche a tanti ragazzi di oggi, che hanno perduto un poco l’orientamento. Da dirigente, invece, – continua – ho imparato il confronto con me stesso ed il dialogo con le altre persone. Viaggiare per lungo e per largo sul corpo armonico della nostra bella Penisola, è un qualcosa che mi ha arricchito, infine, culturalmente». Tutte le stelle, dicevamo, non sono in cielo. La volta celeste si schiude, infatti, anche dentro le pareti rosse di un cuore coraggioso.

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