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Apertura dei centri commerciali a Ferragosto, secondo Fisascat Cisl «Nuovo Medioevo»

«Molti grandi marchi di centri commerciali presenti nel territorio abruzzese e molisano  (AUCHAN, CARREFUR, FINIPER, ecc.) ed in particolare nell’area metropolitana di Chieti Pescara, hanno deciso di aprire ai consumatori nel giorno di ferragosto. La domanda obbligatoriamente spontanea è: ‘a cosa serve?’». Lo afferma Leonardo Piccinno segretario generale Fisascat Cisl Abruzzo Molise. «Queste aziende – si chiede il sindacalista – hanno davvero bisogno di aprire la loro attività nel giorno di Ferragosto per poter fare incassi e risollevare i disastrati bilanci causati dalla perdurante crisi economica? Oppure, ormai risponde solamente ad una pessima cultura ‘consumistica’, che non solo non rispetta le domeniche e la motivazione religiosa, ma nemmeno la predilezione notoria degli italiani e non solo, che il giorno di Ferragosto si sta sulle spiagge a fare gavettoni o nelle città d’arte o in montagna, ma non certamente in un centro commerciale, per quanto refrigerato, a fare acquisti? La verità vera – rileva Piccinno – è che le grandi catene commerciali in maggioranza francesi e tedesche, considerano, da tempo l’Italia, un terreno di business buono per fare cifre e fatturati e investire i ricavati altrove, visto che da qualche anno nessuna catena sta facendo sviluppo in Italia e tantomeno in Abruzzo e Molise. La Grande Distribuzione Organizzata, in particolare le aziende aderenti a Federdistribuzione, hanno introdotto nel sistema Paese il nuovo ‘Medioevo’. Non rinnovano il contratto di lavoro ai propri dipendenti (Confcommercio e Confesercenti lo hanno fatto da tempo), rivendicano di ridurre le condizioni salariali ed i diritti ai lavoratori, ma sfruttano ogni occasione per fare cassa ed investire i profitti nelle nuove aree di sviluppo e di sfruttamento dell’est asiatico. Da mesi queste aziende frappongono ogni ostacolo al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, tanto che dal primo luglio scorso hanno deciso, unilateralmente, di erogare un acconto economico quale anticipo a futura contrattazione, scegliendo modalità e destinatari con il chiaro intento di creare discriminazione e sudditanza tra i lavoratori. Se questa è la ‘moderna’ e grande distribuzione commerciale, forse i bottegai medievali erano socialmente troppo in avanti. Modello culturale su cui, i cittadini consumatori, lo Stato, le istituzioni e la coscienza di un Paese civile – conclude il segretario – dovrebbero riflettere molto sull’opportunità di recarsi nei centri commerciali il giorno di Ferragosto».

 

Fonte: Agi

Foto: Notizie.it

 

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