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Ancora braccio di ferro tra Comune e Santa Croce: l’Ente ordina la restituzione delle chiavi della vasca per ragioni di pubblica tutela

Non è tardata ad arrivare la replica del sindaco del Comune di Canistro, Angelo Di Paolo, al comunicato stampa diramato dalla società Santa Croce Spa in merito alla questione delle famose chiavi della vasca di calma. «La disinformazione dell’imprenditore Colella con riferimento alla riconsegna delle chiavi della cosiddetta ‘vasca di calma’ da parte del geometra Massimo Iafolla, nominato custode della Procura della Repubblica nel 2016, rasenta ancora una volta il ridicolo. Il tecnico in parola, infatti, non poteva riconsegnare le chiavi se non nel momento in cui la stessa autorità giudiziaria procedente avesse ordinato al custode di restituirle, ossia il 26 gennaio scorso».

«Fino a quel momento il tecnico non ha restituito le chiavi perché non era abilitato a farlo e tanto ha riconosciuto il Tribunale di Avezzano accogliendo le ragioni del Comune di Canistro, difeso dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, costituitosi nel giudizio attivato dalla Santa Croce, in quanto – ha precisato il giudice – l’incarico di custodia delle chiavi come ‘ausiliario di polizia giudiziaria’ era stato attribuito alla figura di Massimo Iafolla in proprio, sebbene selezionato per questo ruolo in merito all’incarico che riveste attualmente», così è riportato nella nota del primo cittadino.

«Il Comune e il proprio tecnico, dunque, hanno agito sempre in modo scrupolosamente osservante delle norme e l’accusa mossa dall’imprenditore, per il quale – come riportato da fonti giornalistiche – le chiavi sono state dallo stesso riconsegnate ‘dopo averle mantenute in modo del tutto illegittimo’, rappresentano un’accusa grave, anzi gravissima che ricadrà sopra a chi l’ha pronunciata. Stesso scrupolo il sindaco del Comune di Canistro sta praticando anche ora nell’adottare l’ordinanza pubblicata il 29 gennaio, con cui, agendo quale Autorità sanitaria, è investito dall’organo regionale competente di attivarsi per garantire l’interdizione di terzi alla vasca di carico in località Capranica ‘ al fine di assicurare l’igiene per la destinazione ad uso potabile’ dell’acqua; dalla ridetta vasca, infatti, si diparte la condotta per il rifornimento della ‘Case sparse’ e della clinica Ini con tutte le implicazioni in ordine alla qualificazione del servizio di pubblica utilità. Alla luce di ciò, la Santa Croce – così continua il comunicato giunto alla nostra Redazione – dovrà immediatamente restituire le chiavi che ha ricevuto dal custode, perché perché decaduta dalla concessione, e, dunque, da tempo sprovvista del titolo che andava a giustificare il possesso della vasca (che sorge sul territorio comunale), essendo ciò assolutamente necessario per tutelare la sicurezza dell’acqua che attraversa la condutture, rifornendo le utenze civili dislocate il località capranica. Se la società intimata non restituirà le chiavi o provvederà a rimuovere i lucchetti ivi esistenti per consentire all’Ente l’apposizione di nuovi lucchetti oppure altri soggetti accederanno alla predetta vasca ciò costituirà un grave inadempimento e il Comune procederà ad adottare ogni provvedimento necessario previsto dalla legge», così si esprime il Comune.

«Colella continua la sua opera di disinformazione affermando, incredibilmente, che la revoca della concessione ha portato al licenziamento di 75 addetti e al non utilizzo, oramai da due anni, della preziosa risorsa idrica che si riversa nel Fiume Liri con grave danno anche per l’erario. Invero l’imprenditore molisano è decaduto dalla concessione per irregolarità del Durc e gli operai erano già da tempo in cassa integrazione. Quando poi il bando regionale per la nuova concessione è stato annullato ed è stata indetta una nuova gara, le società del Colella – si legge ancora nella nota – non hanno conseguito nemmeno il punteggio minimo richiesto e, dunque, se ci troviamo a questo punto è soltanto per la pessima gestione imprenditoriale che ha portato alla progressiva riduzione del personale nonché all’esasperazione degli operai che attendono ancora di essere pagati e non desiderano altro che voltare pagina affidandosi ad un imprenditore onesto e capace», questa la conclusione del sindaco.

Fonte: sindaco di Canistro 

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