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Addio a Duilio De Vincentis: ci resteranno per sempre i suoi versi

Scompare un grande uomo di cultura, un energico appassionato di politica e una personalità eclettica, amata da tutti. San Benedetto dei Marsi dà, oggi, il triste addio ad un suo cittadino illustre. I funerali nella chiesa Parrocchiale di Piazza Risorgimento.

Nei suoi versi, la poesia della vita semplice e la fatica di una terra dolce e amara. Se ne è andato via in punta di piedi, all’età veneranda di 92 anni, lasciando, però, un enorme vuoto laddove era nato e, in parte, cresciuto. La sua tristissima e pianta scomparsa, però, non potrà mai eclissare la sua cultura, il suo sapere e le sue parole che tanto hanno descritto e tanto hanno raccontato.

Le sue pagine, cioè, resteranno e vivranno per sempre. Assieme al suo ricordo indissolubile.

Addio a Duilio De Vincentis, personalità eclettica nativa di San Benedetto dei Marsi, conosciuto da tutti come Duiglje. Il suo “nido” è sempre stato quello di una modesta famiglia contadina. Innamorato della sua Marsica, è diventato, con il tempo e con una determinazione vorace e affamata, una penna di valore, arrivando a narrare, grazie alle sue parole – prima sul giornale “Il Fucino” e poi tra le pagine de “Il Tempo”, dal 1967 al 1995 – le vicende e gli accadimenti della sua epoca storica e della vita dei luoghi che gli erano più cari.

Ex dipendente dell’E.R.S.A., Duilio non solo era un gran lavoratore, ma anche un nostalgico appassionato del suo dialetto. Nel dicembre del 1991, diede alle stampe il volume “ZITTE ZITTE CA MO TE RACCONTE”. Solo qualche anno più tardi, raddoppiò la potenza della scrittura creativa con la genesi di un’altra sua fatica letteraria: “SAMBENEDITTE PRIME IMMO”, un poemetto di oltre mille versi endecasillabi in rima sciolta.

“GLOSSARJE SAMBENEDITTESE”, invece, è, con oltre dodicimila vocaboli e la coniugazione di ben 25 verbi, un vero e proprio monumento cartaceo dedicato al sua paese natale; Duilio lo pubblicò nel 1998. Tutti ne hanno un ricordo affettuoso, soprattutto per quella che è stata la sua appassionata militanza politica. Una personalità vulcanica, la sua, ancorata, però, da sempre e per sempre, alle radici forti della sua terra fucense. La campagna, le sue stagioni e i suo profumi, icone di una vita naturale, lenta ma affascinante, sono rimasti, nella vita, i punti fermi del suo cuore.

“Le sue poesie, scritte in dialetto, sono la prova provata dell’amore che nutriva per la sua terra, per il suo paese e per le sue tradizioni. – afferma il primo cittadino di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, dopo aver appreso la notizia della sua morte – L’ “otium” pensionistico gli ha, infine, permesso, per la fortuna della sua mente creativa, di riordinare il vasto materiale che aveva prodotto in tanti anni di militanza poetica. Alcune tra le sue più belle opere sono state pubblicate su giornali locali e sul Parnaso d’Abruzzo (Ed. dell’Urbe, 1980), curato dal professor Esposito”.

“Duilio era una Persona di cultura, – conclude il sindaco – riflessiva e molto saggia. Con lui se ne va una pietra miliare della nostra cittadina. Di lui, ci resteranno per sempre i suoi versi: espressione diretta della cultura della nostra Marsica. Mancherà a tutti”.

La Redazione porge sentite condoglianze alla famiglia per la triste perdita.

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