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Acqua Gran Sasso, secondo l’Osservatorio Indipendente è una pre-crisi conclamata’

‘Paradosso Gran Sasso’: secondo l’Osservatorio Indipendente dell’Acqua del Gran Sasso non vi è altro modo per commentare la notizia riportata oggi dalla stampa in merito all’orientamento della Regione Abruzzo che, con una comunicazione del 23 maggio, ha annunciato la non applicabilità della disciplina regionale sulle concessioni provvisorie alle captazioni del Gran Sasso, dichiarando di non poter neppure procedere con l’istruttoria per il rilascio della concessione.

«In pratica, considerato che la concessione provvisoria in vigore scade a fine 2017 – afferma l’Osservatorio in una nota – ci si trova in una situazione di pre-crisi idrica conclamata, tanto che i dirigenti regionali che hanno firmato la nota hanno invitato l’Ersi (Enre regionale per il servizio idrico) a prendere in considerazione l’ipotesi di presentare una specifica richiesta di autorizzazione al prelievo in emergenza, nelle more dell’adozione di soluzioni definitive. Il paradosso – spiega la nota – nasce dal fatto che oltre la metà degli abruzzesi dovrebbe rinunciare ad un’acqua di alta qualità a causa delle interferenze sull’acquifero da parte dei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e delle gallerie dell’Autostrada A24. Alla fine sembra quasi che sia l’acqua ad essere un ‘ospite sgradito’ della montagna e che a pagare il conto (molto salato) dovranno essere i cittadini. Eppure le interferenze furono denunciate dalle associazioni ambientaliste e acclarate già alcuni mesi prima dell’incidente dell’agosto 2002. Talmente acclarate da far nominare un commissario straordinario che ha avuto a disposizione oltre 80 milioni di euro per la messa in sicurezza del sistema acquifero Gran Sasso».

 

 

Fonte AGI

Foto di http://www.cityrumors.it

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