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Abruzzo verso la “zona rossa”

Si fa sempre più concreta l'ipotesi di un nuovo lockdown anche per la Regione Abruzzo

Si fa sempre più concreta l’ipotesi di un nuovo lockdown anche per la regione Abruzzo.

Oggi si è tenuta la riunione del Comitato Tecnico Scientifico: al termine dell’incontro sono state comunicate alla Giunta regionale le criticità.

La richiesta dei vertici del Governo regionale, in realtà, è proprio questa: istituire in Abruzzo la “zona rossa” e misure ancor più restrittive, come la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

Nelle prossime ore, il governatore Marco Marsilio dovrebbe firmare un’ordinanza che va a recepire quella che potrebbe essere, dati alla mano, l’ultima decisione del Ministero alla Salute per l’Abruzzo.

Oggi pomeriggio si è riunito il Comitato Tecnico Scientifico; al termine dell’incontro sono state comunicate alla Giunta regionale le criticità che a livello sanitario e strutturale si stanno vivendo nel nostro territorio.

Criticità che riguardano soprattutto l’elevata pressione in termini di posti letto negli Ospedali.

La regione, quindi, sta già lavorando sulla nuova ordinanza, che potrebbe entrare in vigore, da martedì o mercoledì e andare avanti fino al 3 di dicembre.

Proprio domani stesso, Marco Marsilio insieme agli assessori della Giunta – da quanto appreso – incontrerà le parti sociali, i sindacati, le categorie produttive e l’Anci per illustrare la situazione e trovare una quadra.

I vertici regionali, dunque, chiedono a gran voce il lockdown, ma l’ultima parola spetterà al Ministro, Roberto Speranza, sempre in base ai dati regionali.

L’ordinanza regionale, che verrà firmata successivamente, potrebbe non ricalcare esattamente la “zona rossa” prevista dall’ultimo DPCM.

Solo al termine della fase di confronto con le parti sociali, verrà formulata l’ordinanza, che sarà condivisa con il Governo.

Sul tema della scuola già non sembra esserci una convergenza fra potere regionale e centrale: la Regione vuole la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nonché lo stop ai centri commerciali.

Secondo quanto si apprende, poi, i dati dell’ultimo report sono stati al centro del vertice di oggi.

E proprio sui dati sono stati sollevati dubbi perché la sanità abruzzese, già messa a dura prova nelle ultime settimane, potrebbe non reggere una ulteriore pressione legata a una ulteriore impennata di contagi e ricoveri.

Si chiude dove serve – ha scritto il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri – Bisogna saper pesare le parole nei momenti difficili sapendo che chi non si espone e sta bello zitto mantiene la sua poltroncina, ma ahimè io sono di un altra pasta e visto che in questo mondo impazzito non si lascia modo di confrontarsi e si rilasciano dichiarazioni a carte non ancora firmate allora è giusto chiarirci un punto per volta: il Dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell’infanzia fino alla prima media debbano restare aperte e così deve essere se ci sono zone dell’Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo, si chiudano lì”, ha sottolineato.

A fare “uno scatto in avanti”, annunciando ulteriori misure restrittive, oggi pomeriggio, è stato il vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, che in un post su Facebook ha scritto: “A volte si deve fare anche ciò che non si vuole fare, perché è giusto ed opportuno. Nessuno può sfuggire alle responsabilità, questi non sono momenti per fare giochi politici e propagandistici ma sono momenti in cui prendere posizione e anticipare scelte.L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura delle scuole”.

“Sul tema di possibili ulteriori restrizioni in Abruzzo alcuna decisione è stata ancora assunta – ha precisato l’assessore regionale Guido Quintino Liris sui social dopo la pubblicazione della notizia da parte della stampa locale e nazionale – È in corso un’attenta valutazione che sarà completata nella giornata di domani attraverso l’interlocuzione con sindaci, amministratori, categorie, associazioni e parti sociali”.

“È possibile, però, che la Regione decida di operare una stretta decisa per contenere il contagio da coronavirus che oggi sta provocando grandi difficoltà a ospedali e sistema sanitario, integrando le disposizioni già previste dalle norme nazionali con altre di carattere locale – ha aggiunto – Nel dettaglio il Comitato tecnico scientifico regionale, a maggioranza, ritiene che oltre alle misure già previste dalla ‘fascia rossa’, si debba procedere anche a una chiusura totale dell’attività scolastica, per ogni ordine e grado”.

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