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A Trasacco, i bambini-pittori salgono in cattedra con la ‘Scuola in Piazza’

Tutte le maestre insegnano e sanno insegnare. Ma solo alcune di esse, le elette dalla sensibilità, educano e sanno educare i bambini ad amare sé stessi e gli altri. L’arte è stata utilizzata, ieri, a Trasacco, come il vettore principale di convivialità, di riappropriazione dei luoghi simbolo di una cittadina intera e come vettore di sincerità dei sentimenti. Parliamo di ‘La scuola in Piazza’: la prima edizione di una manifestazione intrisa ed irrorata dalla voglia di credere ancora nella bellezza delle fiabe rivolte ai più piccoli. Ieri pomeriggio, in Piazza San Cesidio, nel paese di Trasacco, i quadri di grandi autori e le fantasie dei piccoli studenti hanno stretto, fra di loro, un patto di amicizia, in nome della creatività declinata localmente. La maestra Mimina, un’autorità in paese, ha dato il ‘la’ all’evento ‘La Scuola in Piazza’: un’estemporanea artistica per baby talenti. Questa è riuscita a far interrogare, i piccoli studenti della zona, sulle caratteristiche di vita del loro territorio.

In nome delle vittime bambine, vere e proprie morti bianche del Terremoto della Provincia di Rieti delle notti scorse, inoltre, le maestre della scuola elementare di Trasacco, organizzatrici de ‘La Scuola in Piazza’ hanno espresso la loro vicinanza e la loro solidarietà alle famiglie colpite, assumendo anche un segno di lutto indelebile in merito alla manifestazione pomeridiana. «Il nostro evento è stato realizzato anche in ricordo ed in nome di tutte le morti assolutamente ingiuste dei nostri piccoli angeli bambini, strappati dalla forza troppo irosa di una madre irascibile e, a volte, davvero troppo poco conosciuta dall’uomo, quale la Natura», ha detto la maestra Mimina.

image (5)Dalle ore 17 sino alle ore 19 del pomeriggio del giorno 25 agosto, quindi, all’ombra della Basilica di San Cesidio e Rufino, una mostra di baby-pittura ha preso possesso del palco cittadino. Le classi seconda B e seconda C della Scuola primaria del Comune di Trasacco si sono reinventate pittrici per un giorno, assumendo la responsabilità sulle proprie esili spalle di trasformare i pensieri in disegni colorati e gocce d’inchiostro parlanti su fogli bianchi. «Un laboratorio artistico all’aperto ha caratterizzato tutto il pomeriggio di ieri, – ha affermaro la maestra – in Piazza San Cesidio, trasformando mamme, papà e figli in giovani architetti di idee. Contemporaneamente, c’è stata anche la proiezione di un audio-libro, realizzato interamente proprio dai piccoli alunni della Scuola primaria del paese. L’audio-libro tratta della storia esemplare di Cipì, di Mario Rodi. La sua proiezione ha avuto luogo all’interno della Basilica di San Cesidio e Rufino stessa. L’audio-libro è stato letto ed illustrato dai bambini: un progetto di pratica e di intelletto».

image (1)Il testo è stato scelto, confermano le maestre, per il suo attaccamento alla classicità dei sentimenti e all’elementarità dell’amore verso l’altro, riportato e custodito all’interno delle sue pagine. «Cipì parla di amore, di forza e di coraggio nelle situazioni difficili: ingredienti, questi, assolutamente da tener di conto e d’occhio, quando la vita giocherà, nell’età adulta, brutti scherzi a questo giovani uomini di oggi. – ha affermato la maestra Mimina – Abbiamo voluto ricreare, in Piazza, l’atmosfera di un tempio di fantasia e di un esperimento allo scoperto, attraverso il quale i bimbi hanno imparato a leggere e a capire il significato dei testi. Ecco: questa comprensione dei testi, poi, è stata rielaborata in disegni artistici, posti, successivamente, a corredo dell’audio-libro stesso. Dalla conoscenza della nascita di Cipì, quindi, fino alle sue mille avventure espletate durante la crescita e l’età adulta, i bambini hanno appreso quanto sia importante diventare grandi apprezzando la libertà delle azioni e del pensiero e l’audacia della democrazia dimostrata a fatti e non solo a parole». Il laboratorio di pittura in Piazza giunge, comunque, dopo un lungo percorso di praticità e tatticità insegnato ai bambini in classe, durante l’anno scolastico. L’esperimento ‘Io e l’arte’, quindi, rivolto ai bambini della seconda elementare, oggi ha dato i propri frutti. «Gli studenti hanno dapprima conosciuto i vari artisti di fama mondiale e poi ne hanno riportato su tela i quadri, interpretando e ragionando sui colori e sulle forme. Abbiamo riprodotto opere di Ernst Paul Klee e Kandinsky e collegato il disegno dell’arte moderna alla geometria. Grazie al vivo supporto delle famiglie, siamo riusciti ad organizzare questo sprizzante pomeriggio di arte in piazza. Devo dire, infatti, che a Trasacco – ha detto la maestra – i genitori collaborano molto con la scuola, sono dei grandi comunicatori del pubblico potere. Oggi, inoltre, il mondo virtuale offre tantissimi spunti di riflessione ai bimbi di quest’epoca storica; le immagini virtuali, infatti, potrebbero essere, se ben utilizzate e trasmesse, un pozzo senza fondo di impressioni ed emozioni da riportare poi per iscritto e su carta. Anche i social network, conosciutissimi peraltro dai bimbi, possono essere utili: ma occorre dare spazio alla creatività dei più piccoli e non per forza condannarla ad un pomeriggio di televisione. Meglio dipingere le nuvole o le mani del proprio padre o il sorriso della propria madre: meglio, cioè, fare i bambini grazie al recupero della manualità attraverso esercizi grafico-pittorici».

image (6)Alle ore 21 e 30, poi, il tutto si è concluso con la lettura ad alta voce, da parte dei ragazzi della classe V B della Scuola primaria di Trasacco, di brandelli di brani de ‘Il Piccolo Principe’, testo vergato dalla penna sensibile di Antoine de Saint-Exupéry. Tanta allegria e gioiosità, in piazza, ieri, ma anche tanta ‘scomoda’ riflessione. «La sicurezza della scuola – ha espresso la maestra, infine, – deve essere garantita nel pubblico da parte di chi ci governa. Vorrei e desidererei, anche a fronte della tragedia occorsa, scuole più sicure per i nostri bambini, antisismiche e a norma, luoghi, insomma, addestrati al sisma, in cui fare lezione tranquillamente. Il caso scandaloso della Scuola di Amatrice ‘Romolo Capranica’, venuta giù come una sorta di castello di carte, nonostante la sua ristrutturazione avvenuta nell’anno 2012, a seguito, quindi, del tremendo terremoto dell’Aquila e costata 511.297,68 euro per lavori di adeguamento della vulnerabilità sismica, fa pensare amaramente. Chiedo una sensibilità più spiccata alle Amministrazioni. Quest’ultimo evento tellurico, infatti, è accaduto nottetempo: se fosse accaduto di giorno – ha continuato la maestra – avrebbe provocato una strage immensa ed inumana più forte di quella presente ed attuale». Quando si osserva lo sguardo di un bambino, mai vi si vedrà dentro l’amarezza. Questa è una prerogativa di chi ha passato una brutta storia alle spalle, senza che la giustizia, poi, abbia preso effettivamente il colpevole del sorriso venuto meno. L’arte, però, rielaborando i lutti, ci insegna a gioire e a rigioire ancora per la vita che deve essere ancora vissuta.

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