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A marzo calo produzione del 2% nell’Aquilano

Indagine Centro Studi Confindustria

Un calo della produzione industriale del 2% dopo il rimbalzo registrato a febbraio (+4,0%), che ha seguito la caduta di gennaio (-3,4%) e dicembre (-1%) scorsi.

È quanto rileva l’indagine del Centro studi di Confindustria, che ha esaminato gli ultimi dati relativi al mercato nazionale e della provincia dell’Aquila.

Nel primo trimestre di quest’anno si stima una diminuzione della produzione industriale dell’1,6% in provincia dell’Aquila rispetto al quarto trimestre del 2021, sulla scorta dell’andamento nazionale.

L’ulteriore calo della produzione rilevato dal Centro Studi di Confindustria ad aprile (-2,5%) porta la variazione acquisita per il 2° trimestre a -2,5%, pregiudicando la dinamica del Pil nel 2° trimestre, dopo la flessione registrata nei primi sei mesi dell’anno.

“Gli ordini in volume diminuiscono a marzo dello 0,6% su febbraio, ad aprile dello 0,4%”, dichiara il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, “dopo il dato positivo di febbraio, prevalentemente dovuto ad un effetto base statistico, continuano ad incidere i fattori che ostacolavano l’attività produttiva locale già prima della guerra come rincari delle materie prime e scarsità di materiali, che nel 1° trimestre si sono confermati molto rilevanti. L’insufficienza percepita di impianti e materiali si è significativamente acuita. I giudizi sui principali ostacoli alle esportazioni sono ancora negativi”.

La percentuale di imprese manifatturiere che ha segnalato difficoltà in termini di costi e prezzi più alti e tempi di consegna più lunghi è rimasta elevata, sebbene in attenuazione rispetto al 4° trimestre del 2021.

“Fattori che hanno contribuito alla contrazione della fiducia delle imprese registrata tra marzo ed aprile e all’ulteriore flessione del manifatturiero delle piccole e medie imprese”, evidenzia il direttore di Confindustria, Francesco De Bartolomeis, “a questi fenomeni si è aggiunta una sensibile diminuzione nei giudizi e nelle attese sugli ordinativi, sia interni che esteri, questi ultimi in area di contrazione dopo cinque mesi consecutivi di espansione, e nei giudizi e nelle attese sui livelli di produzione delle imprese manifatturiere, il cui valore non toccava livelli così bassi da marzo dello scorso anno”. L’indice delle attese sull’economia italiana ha registrato un crollo evidente, passando da +0,6 di inizio anno a -34,8 di aprile, valore comparabile a quello di dicembre 2020.

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