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A Collelongo parte il progetto “Yurta”, si ricercano fondi e fede

Un nome assai particolare, che sta ad indicare un'abitazione ecosostenibile, che trae origine dai popoli nomadi. Collelongo sposa il progetto, grazie anche ad un manipolo di volontari locali che stanno credendo nell'idea. "C'è la volontà di promuovere un turismo verde e di carattere internazionale".

Per ora, c’è l’idea, brillante e lungimirante, di fondo lunga certo a livello di maturazione, poiché nata quattro anni fa, da un cittadino collelonghese che, per vita e lavoro, ha viaggiato tanto, in Europa, di nome Marzio Ercole. E c’è anche il Comune, guidato dal sindaco Salucci, che non si è lasciato sfuggire il progetto di fare a Collelongo qualcosa di davvero innovativo, per un turismo sempre più sensoriale, verde ed eco. Parliamo dell’iter che, in queste settimane, sta portando, con tanto spirito di volontà e lavoro sodo sul campo, alla realizzazione di una Yurta, ossia di una costruzione abitabile completamente ecosostenibile, di origini asiatiche e nomadi.

“Un sentito ringraziamento va – si era espressa così sui social il vicesindaco Tina Sucapane di Collelongo – a tutti coloro che stanno credendo nel Progetto Yurta“. Nella foto di copertina, che vi proponiamo, si possono già intravedere i primi lavori di quella che sarà la struttura portante della Yurta, ad impatto zero e nel massimo rispetto delle ricchezze naturali circostanti.

“Un lavoro di gruppo con giovani architetti, ingegneri e volontari coordinati dall’ideatore Marzio Ercole per avviare nuovi scenari di turismo verde nelle nostre montagne”, dice Tina Sucapane. Ed in effetti, di verde c’è già molto a Collelongo, per fortuna. Al momento, partendo da fondi praticamente nulli, quindi con tanto entusiasmo e fede nell’idea, si sta dando vita ad una prima costruzione in legno, anche se la visione generale è quella di creare, a Collelongo, un vero e proprio villaggio green, formato, secondo i piani, da 5 costruzioni, ognuna delle quali verrà destinata ad uno specifico servizio turistico. C’è molta Europa in questo progetto di godimento di un paesaggio bellissimo. “In una delle costruzioni, ad esempio, ci sarà un ristorante. Poi vorremmo anche posizionare delle vasche di acqua calda, in modo da potersi fare un bel bagno, con gli occhi puntati alle stelle”.

Le prime assi di legno, insomma, sono già state poste a terra. Ora servono, più che altro, finanziatori che credano nell’idea. “Sarà un villaggio mongolo, con una serie di servizi turistici di contorno – afferma Tina – Per adesso, al progetto lavorano tanti giovani professionisti e tanti volontari”.

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